Passa ai contenuti principali

SS Umbria, gli eroi dimenticati (sceneggiatura per lungometraggio storico)

 




SS Umbria

Gli eroi dimenticati”






di: Emiliano Frattaroli

genere: azione - guerra - storia vera

cell. +39 3477064778

e-mail: emilianofrattaroli@gmail.com

pec: emiliano.frattaroli@cert.odg.roma.it












SCENA 1

INT PLANCIA DI COMANDO GIORNO


La nave della Marina Mercantile Italiana SS Umbria, partita da Genova il 22 maggio 1940 dopo aver fatto scalo a Livorno e a Napoli per caricare materiale bellico, si trova al porto di Messina per stivare altro materiale. Il calendario, della plancia di comando, indica martedì 28 maggio 1940, l'orologio segna le ore 17:00. La nave sta ultimando i preparativi per salpare dal porto di Messina per un lungo viaggio fino a Massaua in Eritrea. Il quarantatreenne Comandante Lorenzo MUIESAN, al comando della nave, insieme al responsabile della stiva GIANNI e a FAUSTO responsabile del carico e dello scarico, stanno consultando in plancia di comando la lista del carico e i documenti che gli serviranno per attraversare il canale di Suez. In plancia ci sono anche il giovane primo ufficiale Rodolfo ZARLI, che compie le operazioni di routine e un pilota. GIANNI sta leggendo a voce alta la lista.


GIANNI

...6.000 tonnellate di bombe, 600 casse

di detonatori, spezzoni incendiari,

200 tonnellate di alto esplosivo

di 12/ma e 13/ma categoria,

100 tonnellate di armi

varie , 2.000 tonnellate

di cemento e altre merci.

Comandante, vuole che le legga tutte?


MUIESAN

No GIANNI grazie, va bene così.

FAUSTO assicuriamoci che il carico sia messo

in sicurezza, non sappiamo con precisione

i mutamenti atmosferici, e il tempo

cambia repentinamente.


FAUSTO

Certo Comandante, già ho ricontrollato

e tutto è come deve essere.


MUIESAN

Bene, allora potete andare. Grazie

Ottimo lavoro come sempre.


GIANNI ripone la documentazione nell'apposito cassetto e, dopo che sia lui sia FAUSTO hanno salutato il Comandante, escono. MUIESAN rivolto a ZARLI.


MUIESAN

Come cambiano le cose, questa nave

trasportava dei passeggeri che si godevano

una traversata atlantica, con belle

cabine, in abiti eleganti e varie comodità.

Ora trasporta bombe, armi, cemento, carbone...



ZARLI

...e vino Comandante


MUIESAN (sorridendo)

Nonché quelle tre automobili bellissime,

che chissà quali ricconi scorrazzeranno.


ZARLI

E sì che belle. Perché non ne

compra una Comandante?


MUIESAN

Certo, anzi quasi quasi ne compro

due e una la regalo a te.


ZARLI (scherzosamente)

Grazie Comandante.


MUIESAN si guarda intorno, e poi come a se stesso.


MUIESAN

Eppure, dopo tutto, è sempre

una bella nave.


ZARLI che ha sentito.


ZARLI

E sì, ne ha passate...


MUIESAN

Cinque anni fa doveva essere demolita,

ma la guerra in Abissinia l'ha salvata.

Il nostro governo l'ha rimessa in sesto

e cambiato il nome, da un esotico

“SS Bahìa Blanca” a “SS Umbria”.


ZARLI

Sai quante cose avrebbe da raccontare...


Poi continua pensieroso.


ZARLI

Ma non porta male cambiare il nome

alle navi?


MUIESAN (disilluso)

Rodolfo, non dar retta, sono solo storie.

Piuttosto vediamo il piano di

navigazione.


ZARLI e MUIESAN guardano su una mappa le località che devono raggiungere e la rotta da mantenere. MUIESAN sembra soddisfatto.

MUIESAN

Bene, un bel viaggio.

Allora siamo pronti a salpare?


ZARLI

Pronti a salpare Comandante.


La nave salpa dal porto di Messina il 28 maggio 1940 alle ore 17:30.



SCENA 2

EST GIORNO PARTENZA NAVE 


La SS Umbria si è appena staccata dal molo, MARIO, il capocuoco, è sul ponte e guarda verso la banchina con apprensione, come attendesse qualcosa di importante.




SCENA 3

EST GIORNO BANCHINA 


Tra la folla presente sul molo, un giovane, con un oggetto in mano, si fa strada correndo verso la SS Umbria che si allontana di qualche metro.




SCENA 4

EST GIORNO NAVE 


MARIO vede il giovane che sta correndo verso l'imbarcazione e agitando le braccia gli va incontro verso la poppa della nave urlandogli.


MARIO

Ce l'hai? É di oggi sì?





SCENA 5

EST BANCHINA GIORNO


RAGAZZO (trafelato)

Sì... Sì...

Il ragazzo cerca di avvicinarsi il più possibile all'imbarcazione, e mentre MARIO gli urla di lanciarglielo, lui scaglia il pacchetto.




SCENA 6

EST NAVE GIORNO


MARIO, con un po' di fortuna e goffamente riesce a far suo il pacco e lo bacia. Urla entusiasticamente i ringraziamenti al ragazzo e fa per avviarsi velocemente all'interno della nave. Nel mentre incrocia GIANNI.


GIANNI

Ehilà ma che fretta...

Che c'è di tanto importante.

Un ingrediente segreto?


MARIO scarta il pacchetto e ne tira fuori una copia de “Il Popolo d'Italia”. GIANNI come vede il giornale rimane un po' deluso.

GIANNI

E io che pensavo fosse qualche

novità per la cucina.

E invece capirai è solo un giornale.


MARIO tra sé.


MARIO

Chissà quando ne leggerò un altro...


Poi continua con trasporto.


MARIO

E questo non è solo un giornale.

Questo è “Il Popolo d'Italia”.


Poi continua orgoglioso.

MARIO

Queste sono le parole del Duce!

Il Duce... il nostro Duce.


GIANNI

Visto che non sono un gran lettore,

avrei preferito un po' di caffè...

quello vero.


MARIO (cambiando tono)

Beh, il caffè vero non l'ho trovato,

lo sai ormai ci arriva solo dalle Colonie

e costa un'esagerazione, ma ho comunque

dell'ottimo caffè d'orzo. Per il resto

la cambusa è a posto. Anzi, abbiamo più

di quanto ci serva. Sono stato al mercato

di Messina... pensa ho trovato anche

le frattaglie... sai oggi è martedì...



GIANNI lo interrompe e lo sospinge amichevolmente verso l'interno della nave.


GIANNI

Non pensi che sia ora di cominciare

a cucinare per questa ciurma di

un'ottantina di poveri marinai?


Entrambi entrano nella nave.




SCENA 7


Calendario cambia data dal 28 maggio al 29 maggio 1940. Scorci di vita di bordo, chi rifà la branda, chi si rade, chi torna dal turno e si va a riposare, la medicheria e il medico che porta le cure

a un membro dell'equipaggio, il locale caldaie e chi spala il carbone, i ponti che vengono lavati.




SCENA 8

INT CAMERATA EQUIPAGGIO GIORNO


Paolo, PAOLETTO per tutti, un giovanissimo marinaio, seduto sulla sua branda, sta scrivendo una lettera alla fidanzata. È al suo primo viaggio importante e rappresenta un po' la mascotte dell'equipaggio.


PAOLETTO (VFC)

Amore mio, siamo in mezzo al mare,

dove ti giri c'è solo il mare, il

rumore dei motori, fumo e carbone.

Se continua così, non è certo il

viaggio avventuroso che immaginavamo

nelle nostre fantasie. Anche se a volte

mi annoio, penso a te e mi sembra

di essere insieme. E questo mi basta.


Gli si avvicina CARMELO che sta per iniziare il suo turno in sala macchine, e lo prende un po' in giro.


CARMELO

Allora, passato il mal di mare?

Il medico ti ha dato qualcosa?


PAOLETTO

Sì... Sì, grazie, sto molto meglio.


CARMELO

Secondo me ti viene perché stai

sempre a scrivere alla morosa.



Poi CARMELO continua con fare complice.


CARMELO

Ma dimmi un po', le racconti proprio

tutto eh? Anche di quella cameriera al

porto di Messina?


PAOLETTO

Ma che dici... non me la ricordo

neppure... e poi mi ha solo

sorriso...


CARMELO

E sì, ma sorrisi come quello

non si vedono tutti i giorni,

più che sorrisi erano inviti.


Dopo una breve pausa e un sospiro continua.


CARMELO

Eh, ma tu neanche te ne sarai

accorto, tu non eri nemmeno

lì con noi... la tua testa

era con lei...


Continua indicando la lettera


CARMELO

Com'è che si chiama?


PAOLETTO

Marina... si chiama Marina.


CARMELO

Giusto Marina. E fai bene... fare

il farfallino in giro non giova

all'amore. Quante volte le scrivi?


PAOLETTO

Ogni giorno.


PAOLETTO prende da sotto il cuscino 6 buste con le lettere scritte fino a quel giorno, numerate con la data dal 23 al 28.


CARMELO

E ti scrive anche lei ogni giorno?


PAOLETTO

Sì... sì... poi quando tornerò ce le

scambieremo e le leggeremo insieme.


CARMELO

Ma che romantici...



CARMELO si fa serio e con aria importante continua.


CARMELO

Chissà, magari un giorno diventerai un grande

scrittore. E come i grandi scrittori dovrai

cimentarti in qualche biografia di

personaggi importanti...

Potresti iniziare con la mia...


Sembra concentrarsi in qualcosa di importante e gli dice.


CARMELO

Comincerei così: Un gran bell'uomo...

intelligente... coraggioso... e...


Una voce giunge da dietro CARMELO, è un fochista addetto alla sala macchine, sporco di fuliggine, come normalmente a fine turno.


MARINAIO

CARMELO, è iniziato il tuo turno

non facciamo arrabbiare il capo COSTA,

che oggi poi non mi sembra in

giornata...


CARMELO si accorge del ritardo, prende le sue cose e mentre si allontana dice a PAOLETTO.


CARMELO

Beh, questo è già un buon inizio...

continua tu... Carbone arrivo.


PAOLETTO sorridendo continua a scrivere.


PAOLETTO

Amore mio, tra poco inizia il

mio turno, e senza di me i ponti non

si lavano da soli”.




SCENA 9

INT CAMERATA EQUIPAGGIO GIORNO


Dal fondo della camerata si sente un urto e un grido di dolore. È Marco detto MACISTE che come al solito, essendo un uomo alto quasi due metri, ha sbattuto la testa in qualche posto.

MACISTE

Porca miseria, le navi le fanno

per i nani, non per me,

troppo piccole!



Si genera in alcuni una risata e uno di loro dice.


MARINAIO A

No, il fatto è che tu sei troppo

grosso perché ti sei mangiato il tuo

gemello in pancia alla mamma,

e per questo hai due nomi...

il tuo... Marco e quello di tuo

fratello MACISTE.


MACISTE

Eh sì, ridete ridete, che ne

sapete voi di essere grossi.

Io ho portato i calzoni corti

anche quando da bambino me li

davano lunghi.


MARINAIO A

E quanto porti di scarpe?

MACISTE

48 e mezzo.


MARINAIO B

Caspita dobbiamo dire al

Comandante che abbiamo due

scialuppe in più...


Ilarità dei marinai.




SCENA 10


Attraverso il calendario e l'orologio, i giorni dal 29 maggio al 2 giugno 1940, scorrono con la solita routine, con immagini della mensa, dei lavori in sala macchine, delle varie normali fasi di manutenzione, dei giochi con le carte, i dadi, delle bevute, delle canzoni, della pesca.




SCENA 11

EST NAVE GIORNO


Due marinai, SERGIO e ALDO, in pausa si ritrovano sul ponte e decidono di fumare una sigaretta.


SERGIO

Ciao che hai una sigaretta, ché le mie

le ho dimenticate in branda?


ALDO lo guarda sorridendo.


ALDO

Dovresti fare una cura per la

memoria. Le dimentichi spesso.

ALDO tira fuori dal taschino, a fatica, un acciaccato pacchetto si sigarette morbido (EJA! – Me ne frego – AOI) insieme a una fotografia, cui si vede una metà, con inquadrata una bambina. SERGIO vede la foto e chiede.


SERGIO

Chi è nella foto, la tua sorellina?


ALDO (stupito)

Come sarebbe, è Paola la mia

fidanzata.


SERGIO

Ma che sei Girolimoni... è una bambina!


ALDO guarda la foto, vede che è piegata e mostra solo la metà dell'inquadratura, così sorridendo la apre e la fa vedere a SERGIO. Nella foto ci sono due soggetti, la bambina e una bella ragazza che si tengono per mano.


ALDO

No, vedi lei è Paola e la bimba è

sua sorella... ma che vai a pensare?

Io Girolimoni...


Si accendono le sigarette. SERGIO guarda più attentamente la foto e dice.


SERGIO

Però, la sorellina è proprio carina...

sai se è fidanzata? Così diventiamo

pure parenti...


ALDO

E poi sarei io Girolimoni... brutto

deficiente! E poi meglio scapolo tutta

la vita che diventare parente con te,

solo di sigarette mi costeresti una fortuna...


Gli da una spallata amichevole ed entrambi sorridono.




SCENA 12

INT SALA RICREATIVA POMERIGGIO


FAUSTO arriva trafelato e claudicante. A un tavolo sono seduti tre marinai che aspettano FAUSTO per fare una partita a carte. Altri

marinai sono nei pressi del tavolo. FAUSTO arriva e si siede tenendo in mano un mazzo di carte che mette sul tavolo. SERGIO, uno dei giocatori prende le carte, che sono un po' rovinate, e dice.

SERGIO

Accidenti FAUSTO ma che hanno fatto la guerra?


FAUSTO (sorridendo)

Letteralmente... con me!


ETTORE, un marinaio molto giovane sentendo FAUSTO, si avvicina curioso a FAUSTO e gli chiede.


ETTORE (eccitato)

Veramente hai fatto la guerra?


FAUSTO

Sì, la guerra di Spagna, con il

Corpo Truppe Volontarie.


ETTORE (pressante)

E hai combattuto?


FAUSTO

Certo, agli ordini del

Comandante Mario Berti.


ETTORE

Caspita, e... com'è la guerra?


FAUSTO

Com'è la guerra? È la guerra.

La mia è stata una scelta, volevo

dare il mio contributo, e lo diedi

combattendo a Santander nel '37.


ETTORE

Ho letto che fu una lunga battaglia.


FAUSTO

Quindici giorni di scontri intensi

e continui. Io fui ferito alla gamba

il 24 agosto, mi amputarono fino al

ginocchio, e dal mio letto

in infermeria, dovetti, seguire le sorti

della guerra grazie ai bollettini ufficiali.

Alla vittoria brindammo in tutto l'ospedale,

con i più disparati e improbabili bicchieri,

felici d aver contribuito.


FAUSTO sembra perdersi nei suoi pensieri e continua cambiando discorso.


FAUSTO

E ora eccomi qui, come un vecchio

pirata dalla gamba di legno, a combattere

questa coppia di agguerriti

giocatori di briscola...

e devo dire che sono i migliori.


SERGIO

E allora forza, cominciamo.

Iniziano la partita. Da un tavolo vicino si sente un vociare più forte. Sono CLAUDIO e ALBERTO.


CLAUDIO

Ma che dici! Il più forte di tutti

è Valetti. Va-le-tti.

Un vero campione, altro che!


ALBERTO

Ancora... Bartali, Bar-ta-li,

ha vinto il Tour di Francia.

Valetti se lo sogna.


CLAUDIO

E certo, poverino non ha fatto

il Giro d'Italia per fare il

tour... sai che significa questo?


ALBERTO

Che è un campione!


CLAUDIO

No, vuol dire che si stanca presto,

che è un ciclista che durerà poco.

Senza futuro.


ALBERTO

Ahahah... ha dato 18 minuti al secondo,

ha vinto la classifica degli scalatori.

Non ha vinto, ha stravinto!


CLAUDIO

Quindi, i tre minuti dati da Valetti a

Bartali al giro d'Italia, significano

che è più forte.


PIETRO che sta spazzando il pavimento interviene.


PIETRO

Parlate... parlate, intanto al Giro

sono cinque tappe che la maglia rosa

sta sulle spalle di quel ragazzino


ALBERTO

Sì quell'ex gregario di Bartali...

come si chiama... Cippi...


PIETRO

Coppi... si chiama Coppi...


CLAUDIO

Il solito fuoco di paglia... vedrete che

insieme al suo ex capitano, sparirà

dalle cronache del ciclismo!


PIETRO

Bah...sarà, però l'hanno detto

anche alla radio che questo

ragazzo va come un treno.

E non mi sembra che i vostri idoli

riescano a contrastarlo. Bartali

sembra stanco e Valetti è in crisi.


CLAUDIO

Valetti in crisi... non sai cosa

stai dicendo... vedrai che vincerà

anche le Olimpiadi di Tokio.


ALBERTO

Di Helsinky vorrai dire, le hanno spostate

per la guerra tra Giappone e Cina.


CLAUDIO

Vabbè, dove si svolgano non ha importanza

il vincitore è già certo.


ALBERTO (sbeffeggiandolo)

V a l e t t i...


PIETRO

Mamma mia sembrate due bambini.

E comunque Coppi è in testa al giro.


CLAUDIO

Pensala come vuoi, rimane il fatto

che essendo un gran conoscitore di

ciclismo, non ho mai sbagliato sui

corridori, e ti assicuro che tra un po'

la gente dirà “Bartali e Coppi...

chi erano costoro?”.


PIETRO continua a spazzare avvicinandosi a un marinaio seduto, ACHILLE, che sta strimpellando alla chitarra.


PIETRO

E tu come mai non parli di calcio

e il tuo amore, il Genoa?


ACHILLE

Perché la serie A è finita oggi,

e ormai l'Ambrosiana sembra vincere

tutto. Belin, non ci riusciamo proprio

a vincere il decimo campionato.


PIETRO (sorridendo)

È che siete la squadra più vecchia,

e cominciate ad avere gli acciacchi.

Perché invece di essere triste, non

ci rallegri con un po' di musica?


ACHILLE si mette a suonare un brano dell'epoca.




SCENA 13

EST NAVE GIORNO


È il 3 giugno e la SS Umbria attracca a Port Said, in Egitto, in attesa di attraversare il Canale di Suez e salpare per Massaua. Sotto la supervisione di FAUSTO e GIANNI, carica 1.000 tonnellate di carbone, 130 tonnellate di acqua dolce e viveri. Attività di carico degli addetti e partenza verso Port Said.




SCENA 14

INT PLANCIA DI COMANDO GIORNO


Approdo a Port Said. Salgono a bordo due piloti egiziani per attraversare il Canale di Suez, e 23 marine armati della Royal

Navy. MUIESAN e ZARLI in plancia stanno organizzando l'arrivo dei piloti.


ZARLI

Questi soldati mi mettono

tensione...


MUIESAN

E sì, tutte queste armi puntate.

Considerando che loro sono in guerra,

e al momento le stanno prendendo, magari

sono un po' nervosi. Speriamo che queste

poche ore per l'attraversamento del

canale passino in fretta.


ZARLI

Pensa anche lei che entreremo in guerra?


MUIESAN

L'aria che tira ci racconta questo, non

sembra che la neutralità, al momento, sia

la scelta del nostro Governo.


Entrano in plancia DANILO, due piloti e due militari armati.

Calendario dal 4 giugno al 5 giugno 1940.




SCENA 15

INT SALA MENSA GIORNO


MUIESAN è pensieroso e sta bevendo una bibita. ZARLI entra trafelato in sala mensa.



ZARLI

Comandante ci risiamo, ci fanno fermare

di nuovo. È la terza volta!

Così non arriveremo mai.


MUIESAN

Accidenti, dovevamo essere quasi in Mar Rosso.

Comunque vi ho detto di non preoccuparvi.

Manteniamo un profilo basso, non dobbiamo

cedere alle provocazioni. Non dobbiamo dargli

modo di sfogarsi con noi.


Poi, come per tranquillizzarlo.


MUIESAN

Vedrai appena usciti da questo imbuto

ce ne andremo dritti dritti a destinazione.


Poi prende la sua giacca, il berretto e si avvia all'esterno.


MUIESAN

Dai andiamo a vedere cosa si

inventano stavolta.


Esce seguito da ZARLI.




SCENA 16

EST NAVE GIORNO


MUIESAN cammina sul ponte e mentre passa vicino a un marinaio, ROBERTO, che sta compiendo qualche operazione, viene fermato dal marinaio che gli dice.


ROBERTO

Comandante, non è possibile sopportare

queste continue violazioni...

sono tutte scuse per farci rallentare.

E poi i soldati ci guardano strano,

come se non vedessero l'ora di spararci.


MUIESAN

Sì, ROBERTO, lo so, me lo aspettavo,

ma non possiamo fare altro che pazientare,

e soprattutto non sfidiamoli.

Loro sono in guerra...


Arriva anche il Capo macchine COSTA.


COSTA(irritato)

Adesso vogliono controllare le

caldaie, non ne hanno il diritto...



MUIESAN (mantenendo la calma)

COSTA, bisogna fare buon viso a

cattivo gioco. Vogliono vedere

le caldaie? Va bene facciamogliele

vedere... non mi sembra ci siano alternative.

E spero sia l'ultima fermata.


Calendario dal 5 al 6 giugno 1940.




SCENA 17

INT PONTE DI COMANDO GIORNO


MUIESAN guarda all'esterno e vede la scorta dei militari e i due piloti scendere dalla nave arrivata sul Mar Rosso.


MUIESAN (irritato)

Due giorni... due giorni invece di

una decina di ore al massimo.


ZARLI

Non passavano mai... finalmente liberi.

Ora non possono più impedirci di navigare.


MUIESAN non sembra molto convinto, e da gli ordini per riprendere la navigazione.



SCENA 18

INT DORMITORIO GIORNO


PAOLETTO sta scrivendo alla fidanzata.


PAOLETTO

Ciao amore mio, ho appena finito il turno,

sono stanco morto. Abbiamo passato due giorni

pieni di tensione, sembrava che da un

momento all'altro potessero farci

prigionieri, e poi quelle armi sempre

puntate su di noi...sembrava di

essere già in guerra.


Si ferma un attimo con sul viso un'espressione infantile. Poi ricomincia a scrivere.


PAOLETTO

Ora, fortunatamente stiamo navigando sul

Mar Rosso. E sai, non è poi così rosso.

Lo so stai pensando che sono il

solito scemo, ma sai che non posso

non fare battute stupide. Ora mi riposo.

Ti amo.




SCENA 19

EST GIORNO


La SS Umbria non naviga da sola, due navi da battaglia, l’incrociatore neozelandese “Leander” e lo sloop inglese “Grimsby”, la seguono stabilmente.




SCENA 20

INT PLANCIA DI COMANDO GIORNO


MUIESAN osserva con il binocolo le due navi di scorta.

MUIESAN a ZARLI.

MUIESAN (tono preoccupato)

Non va niente bene. Se impiegano due navi da

guerra per noi, vuol dire che siamo

importanti...forse troppo.


ZARLI

Comandante, non è la prima volta che

abbiamo una scorta.


MUIESAN

No, ma le altre volte era programmata.

Questa volta c'è il silenzio assoluto.

Ci seguono pronti a catturarci. Come

sciacalli pronti a predare.


ZARLI (allarmato)

Ma non possono, sarebbe una violazione...


MUIESAN

Quanto pensi che valgano ora le leggi?

Noi siamo una preda appetibile, abbiamo

armi, ma già da sola la nave sarebbe

un gran bel bottino.


ZARLI comincia a capire la situazione.

ZARLI

Comandante se dovessero abbordarci cosa

facciamo?


MUIESAN

Nulla, ci atterremo alle procedure

classiche di un ispezione.


ZARLI (ironico)

Un'altra? Ci hanno ispezionato

per giorni.


MUIESAN smette di osservare le navi, posa il binocolo.


MUIESAN

Va bene, credo sia il momento di

aggiornare tutto l'equipaggio.


MUIESAN si dirige all'interfono, lo afferra, si concentra qualche secondo, e comincia a parlare.


MUIESAN

A tutto l’equipaggio, sono il Comandante,

come avrete notato abbiamo una scorta

imprevista e non certo amichevole.

Sappiamo tutti che esiste la possibilità

che l’Italia possa a breve entrare in

guerra, e lo sanno anche quelli che

ci stanno seguendo. Conoscono il

nostro carico e così siamo diventati

un bottino più che appetibile. Alla

dichiarazione di guerra, se avverrà e

se saremo ancora in navigazione,

verremo sicuramente fermati.

Se ciò dovesse accadere, tutti noi

ci comporteremo con intelligenza. Nessun

atto ostile. Non siamo dei militari,

perciò non ci vedono come una minaccia

ma solo come un bottino. Sono comunque

fiducioso che arriveremo a destinazione

come sempre. Continuiamo la navigazione

come programmato. Grazie a tutti.


SCENA 21

INT ALLOGGI EQUIPAGGIO GIORNO


Si sente il messaggio del Comandante.


MUIESAN (interfono)

Sono comunque fiducioso che arriveremo

a destinazione come sempre. Continuiamo

la navigazione come programmato.

Grazie a tutti.


Nessun membro dell’equipaggio si era mai trovato in una situazione di reale pericolo e ognuno vive l’ansia a modo suo. Alla fine della trasmissione, sia alza un vocio confuso, da cui si intuiscono frasi varie.


VOCE 1

Ma pensate davvero che ci faranno

prigionieri?


VOCE 2 (deciso)

Io non mi faccio spaventare da nessuno...

che ci mettano piede sulla mia nave!


VOCE 3 (ironico)

Sì vabbè li ributtiamo a mare...

a parolacce...


VOCE 2 (con sfida)

Io dico che ci provino!


VOCE 4 (speranzoso)

Secondo me si prenderanno il carico

e ci lasceranno andare via.


VOCE 3

Ingenuo... davvero pensi che non

sequestreranno la nave? È la nave

il vero tesoro.


VOCE 4 (spaventato)

Magari ci lasceranno stare, oppure

oppure... non lo so...


PAOLETTO approfitta per scrivere alla fidanzata.


PAOLETTO

Amore mio, non avevo mai visto tanta

preoccupazione nell'equipaggio. Comincio

anch'io a temere che qualcosa accadrà e,

sembra, che non sarà niente di buono.

Forse no, e quando leggeremo insieme

questa lettera ne rideremo e tu mi

prenderai in giro. Come al solito.




SCENA 22

INT NAVE GIORNO


GIOVANNI cammina lungo i corridoi cercando qualcosa in ogni dove.

Incontra suoi colleghi e si intuisce che a ognuno fa delle domande. GIOVANNI continua preoccupato la sua ricerca.



SCENA 23

INT SALA MARCONISTA POMERIGGIO


ETTORE è accanto al marconista che gli porge un biglietto appena finito di scrivere. ETTORE lo prende, lo legge e si illumina in viso. ETTORE esce di corsa dalla stanza.








SCENA 24

INT STIVA DI CARICO POMERIGGIO


ETTORE entra di corsa e va direttamente da FAUSTO che sta verificando la sicurezza del carico. FAUSTO vede ETTORE che lo guarda con uno sfavillio negli occhi.


ETTORE

Guarda... guarda... ti hanno dato

una medaglia!


FAUSTO

Eh... sempre voglia di scherzare...


ETTORE

No... no guarda è appena arrivato.


FAUSTO prende il biglietto e sembra non voler credere. ETTORE indicando il biglietto.


ETTORE

Leggi... Regio Decreto n.1244 del 1940...

al Corpo Truppe Volontarie per la Campagna

di Spagna... è tutto vero!


FAUSTO sembra convinto e con un moto di felicità abbraccia ETTORE.

ETTORE a voce alta per coinvolgere gli altri marinai.


ETTORE

Gli hanno dato la medaglia...

per la Campagna di Spagna!


Tutti si girano verso di lui.


ETTORE (entusiasta)

A FAUSTO il nostro eroe...

ip ip hurrà... ip ip hurrà...

ip ip hurrà!


Tutti si uniscono a ETTORE e si congratulano con FAUSTO che orgoglioso ringrazia tutti. Poi si alza il pantalone sinistro e, guardando la lettera, si rivolge alla protesi della gamba.


FAUSTO

Questa è anche per te che non sei più

qui con me, ma che ancora ti sento.


FAUSTO si accarezza la protesi e abbassa il pantalone mentre arriva un marinaio con una bottiglia di vino aperta che porge a FAUSTO, che fa una sorsata e la ripassa al marinaio che beve e la passa a un altro e tutti bevono dalla stessa bottiglia.


Calendario passa dal 6 giugno al 7 giugno 1940.




SCENA 25

EST COFFA/POSTAZIONE DI VEDETTA NOTTE


Sono le ore 04:30 DEL 7 giugno 1940, il marinaio di vedetta, annoiato e assonnato, sta osservando con il binocolo le navi che scortano la SS Umbria. Improvvisamente viene attratto da qualcosa, cerca di guardare meglio, poi imprecando tra sé, chiama dall'interfono la plancia di comando.


VEDETTA

Qui vedetta, ci stanno segnalando

dalla nave di scorta inglese.


SCENA 26

INT PLANCIA DI COMANDO NOTTE


ZARLI è in plancia e risponde alla chiamata della vedetta.


ZARLI

Puoi ripetere? Che succede?


VEDETTA

Dalla nave inglese ci stanno segnalando

di fermarci.


ZARLI

Come sarebbe... sei sicuro?


VEDETTA

Certo, stanno segnalando con le bandiere

di fermarci.


ZARLI prende il binocolo e lo punta verso la nave inglese. Poi comunica con la vedetta.


ZARLI

Continua a guardare se ci sono

altri messaggi e tienimi

costantemente informato.

Vado ad avvertire il Comandante.




SCENA 27

INT CABINA MUIESAN NOTTE


Bussano con vigore alla porta del Comandante. MUIESAN si sveglia di soprassalto.


ZARLI (agitato)

Comandante... Comandante...

c'è un emergenza.


MUIESAN

Che succede?


ZARLI dal corridoio.


ZARLI

Comandante, gli inglesi ci segnalano

di fermarci.


MUIESAN prende immediatamente la giacca, il cappello e apre la porta. MUIESAN si trova davanti ZARLI. MUIESAN si rende conto che sono a un punto di svolta.


MUIESAN

Allora ci siamo...


ZARLI (preoccupato)

Credo proprio di sì Comandante.




SCENA 28

INT PLANCIA DI COMANDO NOTTE


MUIESAN si trova all'esterno mentre osserva le navi da guerra. Si gira verso l'interno della plancia e dice a ZARLI.


MUIESAN

E sì non c'è dubbio vogliono

abbordarci. Stanno già

preparando le scialuppe per abbordarci.

Fermiamo la nave prima che ci sparino.


ZARLI impartisce l'ordine alla sala motori.


ZARLI

Capo COSTA, fermate i motori.


Cessa il rumore dei motori e la nave rallenta fino a fermarsi. MUIESAN entra sul ponte di comando e ordina a ZARLI.


MUIESAN

Dalla sala radio mandiamo un messaggio

al Comando Marina di Massaua che siamo stati

fermati da navi da guerra.


ZARLI

Corro a cercare il marconista.


MUIESAN annuisce e gli dice.


MUIESAN

Ci vediamo alla scala d'imbarco,

così accoglieremo i nostri ospiti.

Vai... vai!


ZARLI esce velocemente. MUIESAN cerca un attimo di concentrazione poi afferra l'interfono e parla a tutto l'equipaggio.


MUIESAN

A tutto l'equipaggio, è il Comandante che vi parla.

Come supponevamo, la scorta non era per proteggerci,

ma potrebbe esserci in atto una violazione

della libertà di navigazione. Dei soldati

armati stanno per abbordarci con qualche

scusa come hanno già fatto nel canale

di Suez, per farci rallentare. Chiedo

a tutti voi di essere pazienti e di ricordare

che siamo dei marinai mercantili e

non dei militari. Restate tutti ai vostri

posti. Continuiamo con le solite attività

e prepariamoci a una nuova ispezione.


Poi si avvia all'esterno.




SCENA 29

INT NAVE CUCINE, MENSA, CORRIDOI NOTTE


I marinai sono tutti svegli e c'è chi si veste, chi non sa cosa fare, è un trambusto generale.



SCENA 30

EST SCALA D'IMBARCO NOTTE


MUIESAN è con altri marinai in attesa che le scialuppe inglesi si avvicinino. MUIESAN cerca con lo sguardo ZARLI e non vedendolo è in apprensione. Poi mentre le scialuppe attraccano vede arrivare ZARLI che avvicinandosi gli dice.

ZARLI

Fatto Comandante, il messaggio sta partendo.




SCENA 31

EST SCALA D'IMBARCO NOTTE


Mentre i marinai italiani stanno fissando le gomene, ancor prima che le barche siano assicurate alla nave, si sentono urlare ordini in inglese e cinque soldati armati, saltano sulla nave e si fanno perentoriamente largo tra i marinai dirigendosi decisi, sapendo dove andare, all'interno della nave. MUIESAN, ZARLI e tutti gli italiani presenti sul ponte vengono presi alla sprovvista e mentre MUIESAN sta per protestare emerge dalla scaletta un tenente inglese che con la massima calma si rivolge, in un buon italiano con forte accento anglosassone, direttamente al Comandante MUIESAN.

STEVENS

Comandante MUIESAN, sono il Tenente di

vascello Mr. STEVENS della Royal Navy,

la prego di non agitarsi.

Siamo qui solo per un controllo di routine,

non c'è nulla di cui allarmarsi.



SCENA 32

INT SALA RADIO NOTTE


Un marconista trafelato e ancora assonnato, sta inviando il messaggio del Comandante al Comando Marina di Massaua. Mentre sta leggendo il messaggio di risposta, “A che nazionalità appartengono le due navi?”, si spalanca la porta della sala radio e due soldati inglesi irrompono e impediscono al radiotelegrafista di continuare

la trasmissione. I soldati fanno uscire il marinaio e si mettono di guardia all'esterno della porta, mentre un altro militare si posiziona nel corridoio.




SCENA 33

EST PONTE NAVE NOTTE


MUIESAN dapprima sorpreso, si guarda intorno e si vede circondato da decine di divise inglesi e decine di fucili in un atto altamente intimidatorio. MUIESAN rivolto al tenente.


MUIESAN (con tono autoritario crescente)

Io non mi agito, io mi indigno.

Vedo che già sa che sono io il

Comandante di questa nave, ma non le

nascondo che mi sarei aspettato di vedere

Sir Francis Drake o il Corsaro Morgan,

visto che questo è un vero e proprio

atto di pirateria, vigliaccamente

perpetrato con le armi ai danni di

marinai mercantili mentre svolgono

pacificamente il proprio lavoro.


Il tenente per nulla disturbato dal prorompente tono di MUIESAN risponde.


STEVENS

La prego Comandante, mi vuole accompagnare

in plancia così potremo iniziare l'ispezione

del carico. Le chiedo solo questo. Siamo

militari e le armi le dobbiamo avere da

regolamento, non per minacciarvi.

Dobbiamo solo verificare che non ci sia

in atto del contrabbando bellico.

Ora se non le dispiace possiamo andare?


MUIESAN (perplesso)

Contrabbando bellico? Ma ci prendete

in giro? Avete verificato più volte

il carico. O siete degli incompetenti

analfabeti, oppure credete che siamo

degli imbecilli. La verità è che

siete dei vigliacchi, per giunta armati.


STEVENS lo invita con un gentile, ma perentorio, cenno del braccio a precederlo. I militari fronteggiano i marinai che fanno ala al Comandante e STEVENS.




SCENA 34

INT PLANCIA COMANDO NOTTE


MUIESAN, ZARLI e il tenente STEVENS entrano in plancia seguiti da un drappello di militari armati. MUIESAN per niente intimorito insiste nelle sue proteste.

MUIESAN

Siamo nella mia plancia e ancora ho

le armi puntate su di me e il mio

equipaggio. Credete forse che

ingaggeremmo una sparatoria?


STEVENS si avvicina al sergente BAKER, un soldato che rappresenta lo stereotipo del militare inglese perfetto con tanto di frustino, e gli ordina.


STEVENS (in inglese)

Sergeant BAKER, take the men out

and prepare the inspection of the

hold and cargo.

(Sergente BAKER, porti fuori gli

uomini e preparate l'ispezione della

stiva e del carico.)


BAKER

But Sir, it's not sure...

(Ma signore, non è sicuro)



STEVENS lo interrompe autoritariamente.


STEVENS

It is an order sergeant BAKER.

(È un ordine sergente BAKER.)



BAKER scatta sull'attenti e con uno schiocco dei tacchi ordina ai soldati di uscire dalla plancia. Immediatamente il drappello esce mentre il sergente BAKER li segue continuando a impartire ordini meccanicamente fino a sfumare.


STEVENS con un lieve sorriso si rivolge a MUIESAN.


STEVENS

Visto, non siamo qui per minacciarvi,

quindi se potessi avere la lista di carico,

potremmo iniziare.


MUIESAN guarda ZARLI e annuisce. ZARLI prende la documentazione dal cassetto e mentre STEVENS allunga la mano per prenderli, ZARLI volutamente lo ignora e li consegna a MUIESAN. MUIESAN prende i

documenti e ignorando anche lui la mano protesa di STEVENS li sbatte con forza sul tavolo.


MUIESAN (a STEVENS)

Dovreste conoscere la lista di carico a memoria,

visto che l'avete avuta in mano

più e più volte.


STEVENS prende i fogli senza minimamente sembrare irritato dall'atteggiamento degli italiani, e sempre con la massima cordialità, mentre consulta le liste si rivolge a MUIESAN.


STEVENS

Comandante se vuole può comunicare

al suo equipaggio che siamo qui

solo il tempo necessario per

un ispezione, e di collaborare.


MUIESAN

Il mio equipaggio è al corrente

di quello che sta succedendo e

si comporterà di conseguenza.


STEVENS

Bene, l'immaginavo. Ora se può essere

così cortese da farmi strada, sbrigheremo

tutto con la massima celerità.


Poi con un cenno della mano invita il Comandante a precederlo.


STEVENS

Prego Comandante, dopo di lei.


Escono seguiti da ZARLI.



SCENA 35

INT NAVE NOTTE


Scortati dai soldati inglesi armati, si avviano verso la stiva di carico, per iniziare l’ispezione. Passano velocemente i corridoi delle cabine con l’equipaggio che, tra lo spaventato e l’irritato, fa da ala.




SCENA 36

INT STIVA DI CARICO NOTTE


All’interno della stiva cominciano a esaminare il carico e il Tenente STEVENS viene immediatamente attratto dalle tre autovetture Fiat 1100 e dalle motociclette con sidecar, tanto da far continuare l’ispezione del resto del carico, quello con gli ordigni bellici, al suo sergente che, con il solito rigido comportamento, da ordini decisi ai militari. STEVENS cerca di coinvolgere MUIESAN nel suo entusiasmo per le macchine.


STEVENS

Fiat 1100 un vero progresso tecnologico.

Pensi Comandante una grande macchina

e un motore di soli 1000 centimetri cubici.

Per non parlare del...


MUIESAN lo interrompe.


MUIESAN (freddo e distaccato)

Tenente per me sono solo oggetti

che fanno parte di un carico

per cui siamo pagati per il

trasporto.


STEVENS

Mi dispiace di disturbarla

con questi miei discorsi.

Pensavo che...


MUIESAN

Quello che lei può pensare

sulle merci che trasportiamo

è solamente per la bramosia

di accaparrarsene. Senza diritto

alcuno, fregandosene della libertà

altrui e del rispetto che dei

lavoratori meritano.


STEVENS continua imperterrito a esaminare le auto e le moto, mentre i marine con BAKER di fronte alla notevole quantità di armamenti prendono nota del materiale e lo spuntano dalla lista che hanno in mano.




SCENA 37

INT PLANCIA NOTTE


Alla fine del giro d’ispezione il gruppo rientra nella plancia di comando. Il tenente decide di dirigere la nave verso il porto del Sudan.


STEVENS

Comandante ordini per cortesia di far rotta

verso Port Sudan, precisamente a

Wingate Anchorage Reef.


MUIESAN (sconcertato e furioso)

Questa nave non si muove da qui se non

per intraprendere la rotta per la quale

è destinata. Non siamo militari, siamo

dei traghettatori di merci e non stiamo

violando nessuna legge né trattato.

Siamo italiani e non siamo coinvolti

nella vostra guerra.


STEVENS

Non ancora Comandante.


MUIESAN continua con lo stesso tono.


MUIESAN

Ci avete assaliti con la scusa di un’ispezione,

bene, credo sia terminata, e ora dovete

scendere dalla mia nave!


STEVENS con la massima calma risponde.


STEVENS

Comandante MUIESAN, sono costernato quanto

lei, ma non posso che eseguire gli ordini,

noi siamo dei militari e questo è il nostro

compito. Ora la prego comandi al suo

pilota di manovrare, altrimenti sarò

costretto a far venire i miei piloti per

governare la sua nave. Non vorrei arrivare a

questo... e non credo che lei lo

preferisca.


MUIESAN esamina mentalmente la situazione, guarda ZARLI e gli altri italiani presenti in plancia, tutti giustamente preoccupati e, con riluttanza, acconsente e da ordini per la navigazione.

MUIESAN

ZARLI proceda.


ZARLI comunica la nuova rotta al pilota e comincia le procedure per la partenza della nave. Al momento della partenza STEVENS al Comandante.


STEVENS

Comandante, mio malgrado devo confinarla

nella sua cabina.


MUIESAN

Bene, vedo che già fate dei prigionieri!


STEVENS

Mi creda è solo a scopo precauzionale.


MUIESAN ha uno sguardo d'intesa con ZARLI ed esce perentoriamente dalla plancia, seguito da due marine. Calendario dal 7 giugno all'8 giugno 1940.



SCENA 38

INT NAVE


Scene di forzata convivenza tra i marinai mentre svolgono le occupazioni quotidiane di manutenzione della nave, sempre costantemente sorvegliati dai marine armati. Screzi, ma anche piccoli cenni di convivenza civile, scambio di sigarette, ecc.




SCENA 39

INT CABINA MUIESAN GIORNO


Bussano alla porta della cabina. MUIESAN è seduto alla scrivania compilando dei fogli, e da l'ordine di entrare. Entrano ZARLI, e MARIO il cuoco, che salutano il Comandante.


MUIESAN

Bene, di che si tratta?


ZARLI (incerto)

Comandante stavamo valutando le scorte

alimentari e...


MARIO lo interrompe.


MARIO (infervorato)

Comandante, non abbiamo problemi

con le scorte, solo che non sono

state comprate per sfamare questi

maledetti inglesi... io non intendo

cucinare per loro, se vogliono

mangiare, vadano sulle loro navi, o

si facessero portare lo loro schifezze.


MUIESAN (confuso)

MARIO, MARIO, per cortesia calmati e

fammi capire che sta succedendo?


MARIO fa un profondo respiro poi continua.


MARIO (furioso)

Sono entrati in cucina, nella mia

cucina, e hanno cominciato a mettere

le mani sulle cose... sul cibo...

su tutto.



MUIESAN

MARIO, come ripeto per

l'ennesima volta, siamo in

uno stato di emergenza, non

possiamo fare altro che aspettare

che tutta questa incresciosa

situazione finisca senza

cercare di aggravarla con queste

ripicche perché ci hanno fermato

e occupato.


MARIO

Non sono ripicche Comandante.

Gli inglesi sono nostri nemici,

e lo vede anche lei,

qualsiasi cosa facciamo ci seguono

con il fucile sempre pronto a

sparare, entrano ovunque, toccano

tutto quello che vogliono, non

ci rispettano. Io sono qui per cucinare agli

italiani, e per me gli italiani

vengono prima di tutto. Io per quei

maledetti non cucino!


MUIESAN è pensieroso, lui era abituato a problemi legati alla navigazione, a qualche inconveniente meccanico, al maltempo, ma a questo non era preparato, fronteggiare un malumore insanabile senza avere il comando completo né il controllo sugli eventi relativi alla sua nave. Guarda MARIO con comprensione.


MUIESAN

MARIO, capisco perfettamente il tuo,

stato d'animo, che è quello

di tutti noi. Vorrei che

questo momento durasse il più

breve tempo possibile, e se

gli facciamo inviare i pasti

dalle loro navi, perderemo

tanto, tanto tempo, ed è proprio

quello che loro vogliono.

Ma dimmi, le scorte sono abbastanza?


MARIO

Comandante, certo, ma non voglio

sprecar...


MUIESAN lo interrompe.


MUIESAN

Quindi cerca di capire quello che

intendo. Anch'io non darei il nostro

cibo agli inglesi, ma tra i due mali

scelgo quello che, forse, ce li farà

togliere di mezzo il prima possibile.


Qualche secondo di silenzio poi prosegue.


MUIESAN

Che ne pensi MARIO, facciamo buon

viso a cattivo gioco, ci turiamo il

naso e speriamo che se ne vadano

al più presto?

MARIO

Ci proverò Comandante. Ma pretendo una cosa.


MUIESAN

Dimmi.


MARIO

Non deve permettere che gli inglesi

mettano ancora piede in cucina.


MUIESAN

Va bene ne parlerò con il tenente,

in fin dei conti sembra una

persona ragionevole.


Poi guarda tutti e due e chiede.


MUIESAN

Bene, c'è dell'altro?


ZARLI

No, Comandante era solo questo.


I due salutano ed escono. MUIESAN rimane in piedi al centro della cabina pensieroso. Bussano alla porta, con espressione infastidita apre la porta dicendo.


MUIESAN

Che altro c'è ancora!


Si trova di fronte STEVENS che con la solita aria amichevole gli dice.

STEVENS

Comandante, spero di non averla

disturbata?


MUIESAN ripresosi cerca di mantenere un comportamento cordiale e risponde.


MUIESAN

No, assolutamente...


Poi si sposta e invita il Tenente a entrare.



MUIESAN

Prego entri pure, ha qualcosa da

comunicarmi... anzi da ordinarmi?


STEVENS

No Comandante, se permette volevo invitarla

a fare due chiacchiere, davanti al mare e

cercare di allentare quest'inutile

tensione tra di noi.


MUIESAN

Lei pensa che due chiacchiere

tra un prigioniero e il suo aguzzino

siano il modo giusto per riparare a

un'aggressione.


STEVENS

Comandante la prego, mi dia la possibilità

di...


Poi allunga un braccio verso MUIESAN e continua.


STEVENS

Venga Comandante, mi segua.

Non è un ordine è un invito.


MUIESAN pur non convinto prende la giacca, il cappello ed esce.




SCENA 40

INT CORRIDOIO NAVE GIORNO


Appena uscito dalla cabina, MUIESAN ferma STEVENS.


MUIESAN

Tenente prima che la situazione possa

degenerare, vorrei discutere con lei

di un problema che bisogna risolvere

all'istante, e sono sicuro che

anche lei sarà d'accordo.

STEVENS (incuriosito)

Mi dica Comandante, siamo qui

per evitare i problemi.


MUIESAN

Vede MARIO il cuoco è molto, molto

infastidito dal fatto che i vostri

soldati entrano in cucina e toccano

gli alimenti...


STEVENS (sorpreso)

Veramente?


MUIESAN

Certo, e non credo che sia abitudine

anglosassone far toccare il cibo da

chiunque.


STEVENS

Ma certo che no...


STEVENS si guarda intorno alla ricerca dell'immancabile figura del sergente, lo vede.

STEVENS

Comandante mi scusi un momento.


STEVENS chiama il sergente mentre gli va incontro. Si vede STEVENS impartire degli ordini e il sergente battendo i tacchi si avvia a eseguire quanto dettogli. STEVENS torna da MUIESAN.


STEVENS

Comandante la ringrazio, l'igiene è

sempre importante e il cibo è sacro.


Poi dopo una pausa riprende.


STEVENS

Bene ora possiamo salire e

prendere una buona boccata d'aria.


Si avvia seguito da MUIESAN. Due soldati fanno per seguirli, ma STEVENS girandosi verso di loro gli fa cenno di rimanere.


MUIESAN si è accorto del fatto e gli dice.


MUIESAN (ironico)

Non ha paura che possa aggredirla?


STEVENS

Oh, potrebbe farlo benissimo, e a vederla

sembra anche più forte di me. Ma so che

lei è una persona intelligente e inoltre

il suo dovere le impedisce di mettere a rischio

l'incolumità del suo equipaggio.


Poi fa per passare una porta, ma si ferma e fa passare prima MUIESAN.

STEVENS

Prego, prima il Comandante.


MUIESAN si avvia seguito da STEVENS.




SCENA 41

INT CUCINA GIORNO


MARIO sta preparando il pasto per il turno degli inglesi e intanto continua a lamentarsi con quelli che sono in cucina con lui.


MARIO

E questo è quanto mi ha detto il Comandante.

Ma vi sembra giusto che devo

perdere tempo a cucinare per questi

bastardi maledetti inglesi. Fanno

tanto i gradassi con noi, e invece

guardate qui.


MARIO tira fuori il giornale “Il Popolo d'Italia” e mostra la prima pagina con il titolo Dunkerque.


MARIO

Lo vedete sono stati travolti dalle

truppe germaniche dell'Asse. Scappati

come conigli. A parole sono dei leoni,

ma quando c'è da combattere scappano.

A noi ci volevano impedire di creare

un Impero, e loro invece si vantano di

avere un posto al sole.


Poi urlando verso la sala mensa, dove sono seduti gli inglesi, che si sentono vociare.


MARIO

Un posto al sole, eh, un posto al sole...


Il vocio nella sala mensa sembra attenuarsi per un attimo, poi riprende come prima. MARIO continua tra la preoccupazione di PINO, l'aiuto cuoco, che a gesti gli comunica di abbassare la voce. MARIO continua a voce alternata bassa e alta.


MARIO

Ah... loro sì e gli altri no... maledetti.

Anche l'embargo ci hanno fatto... anche

l'embargo!


Interviene PINO.


PINO (timidamente)

Capo, secondo me l'embargo del '35 ci

ha fatto bene... no dico...

nel senso che ci ha riunito, ci ha

fatto più forti, eravamo tutti pronti a

qualsiasi sacrificio. Donare l'oro.

Ricorda Capo, la “Giornata della fede”,

con quelle enormi file di italiani

che felici aiutavano l'Italia.


MARIO

E come non la ricordo!


MARIO assume un'aria solenne e continua.


MARIO

Diciotto dicembre 1935 io e la mia signora

eravamo a Pontinia per l'inaugurazione della

città, presente il Duce Benito Mussolini che,

nella piazza del municipio, elogiava le maestranze

che in un solo anno avevano creato dal nulla

una città, ma anche alla marea di cittadini

presenti mandava l'emozione di essere Italiano

e di essere fascista.


MARIO gli mostra la sua fede di ferro che ha ricevuto in cambio di quella d'oro.


MARIO

Fortuna volle che era anche la

“Giornata della fede”, perché io e la mia

signora, avemmo l'immenso onore di consegnare

le nostre fedi direttamente nell'elmetto

che poi il nostro Duce sollevò di fronte

a una enorme folla esultante e orgogliosa

di essere unita e forte contro le avversità.

E questa fede di ferro ha per me più

valore di una d'oro.


Poi con molta attenzione prende il portafogli e ne tira fuori una pagina di giornale accuratamente piegata e, mentre la svolge con molta attenzione, la mostra a PINO. È l'immagine di Mussolini che mostra alla folla l'elmetto con le fedi al suo interno.


MARIO

Vedi, in quell'elmetto che il nostro

Duce ha nelle sue mani, ci sono la

mia fede d'oro e quella della mia signora.


PINO (stupito)

Accidenti Capo, come parla bene?

Potrebbe fare i comizi.


MARIO si schermisce.


MARIO

No, è che io leggo, leggo e mi piace come

scrivono. Prendo spunto. Imparo.

Eppoi... eppoi io c'ero! Lì accanto al Duce.

Non proprio accanto, ma ero lì.

Lo sentivo parlare senza bisogno di

altoparlanti. La sua voce. Il suo messaggio...


PINO lo interrompe indicando la pentola sul fuoco.



PINO

Capo, penso che sia il caso di spegnere,

il tempo di cottura è bello che finito.


MARIO guarda la pentola con distacco.


MARIO

E va bene, dovranno masticare di meno.

Questi maledetti...


PINO

E ci risiamo. Meglio che gliela porto

io la brodaglia. Ricorda il Comandante?


MARIO cerca di mantenere un atteggiamento tranquillo.


MARIO

Certo, è tutto a posto, non sia mai

si sentano trattati male.


MARIO spegne i fornelli e si mette, ripiegandolo con cura, il giornale nella tasca sul petto del grembiule. Poi prende la pentola ed esce seguito da PINO che gli dice.


PINO

Meglio che venga anch'io, così... così...


Non sa che scusa inventare, poi vede una cassa di vino, la raccoglie e continua.


PINO

... così porto il vino.


PINO esce.




SCENA 42

EST NAVE GIORNO


STEVENS e MUIESAN, si trovano all'esterno su di un lato dell’imbarcazione ancorata. Nelle immediate vicinanze si vedono le due navi da guerra di scorta. DANILO entra in scena con un vassoio, due bicchieri e una bottiglia di vino. STEVENS lo guarda soddisfatto.


STEVENS

Oh, grazie DANILO, molto gentile.


Poi riflette e rivolto a MUIESAN.



STEVENS

Spero non le dispiaccia Comandante se ho

approfittato del suo attendente per

questa piccola richiesta...


MUIESAN (distaccato)

Ma per carità tenente, ormai il carico

di questa nave ha cambiato padrone.

Fate pure come se non esistessimo.


STEVENS (dispiaciuto)

Mi scuso, forse ha ragione, avrei

dovuto informarla. Ma se lo avesse

saputo, avrebbe accettato? Non

credo.


MUIESAN

Guardi tenente, i nostri stati

d'animo sono al momento agli estremi

opposti e non credo che un bicchiere

di vino li possa fare avvicinare.


STEVENS

No, ma sicuramente conoscerci non

può che migliorare i rapporti. Poi

non le nascondo Comandante che preferirei

essere vicino ai miei cari, ora che

siamo in guerra, piuttosto che essere

qui a vigilare su un potenziale nemico.


MUIESAN riflette su quanto gli ha detto e sembra vedere le cose da un'altra prospettiva.


MUIESAN

Su questo sono d'accordo con lei,

mi dispiace per la sua famiglia, ma

anche noi vorremmo tornare a casa ed

essere liberi di fare il nostro lavoro.


STEVENS capisce che non c'è modo di allentare la tensione.


STEVENS (deluso)

Va bene, vedo che non c'è possibilità di

dialogare.


Si rivolge a DANILO che era rimasto fermo con il vassoio in mano, non sapendo cosa fare.


STEVENS

D'accordo, DANILO puoi riportare

tutto indietro... grazie lo stesso.


MUIESAN

No, DANILO lascia pure, forse allentare

un momento la tensione, non può fare male.




STEVENS (entusiasta)

Yes, yes, relax.

MUIESAN

Sì, noi preferiamo dirlo in

italiano, ma sì, provare a

rilassarsi un po' non guasta.


DANILO atteggiandosi a sommelier stappa la bottiglia, annusa il tappo e soddisfatto versa il vino nei due bicchieri, porgendoli prima al Comandante e poi al Tenente.


STEVENS alza il suo bicchiere come per brindare.


STEVENS

Comandante a cosa possiamo brindare?


MUIESAN ancora non a suo agio, pensa un istante.


MUIESAN

Non ho idea al momento cosa ci possa

accomunare per un brindisi. Siamo

culture distanti, abbiamo poche

cose in comune.


STEVENS riflette poi sembra aver trovato.


STEVENS

Beh, se permette qui la storia

ci viene in aiuto.


MUIESAN

Ovvero?


STEVENS (sorridente)

Entrambi i nostri popoli sono

governati da un Re, e anche noi due

siamo nati con il Re che ha

vigilato sulle nostre vite.


MUIESAN ci riflette, sorride e dice.


MUIESAN

E allora sia. Brindiamo ognuno

al proprio Re.


Effettuano il brindisi.


MUIESAN

Ho letto notizie e sentito i comunicati,

pare che la disfatta di Dunkerque sia stata

totale.


STEVENS

Vede Comandante come le informazioni siano

di parte. In effetti a Dunkerque abbiamo

rischiato la completa disfatta, ma in

qualche modo ci ha rafforzato. Ogni

cittadino britannico ha messo a disposizione

ogni tipo di imbarcazione disponibile per

attraversare la Manica e cercare di portare

a casa i propri militari. É stata un operazione

fantastica, migliaia di barche private che

sfidando i cannoni e gli aerei tedeschi, hanno

riportato a casa più di 400.000 soldati

nostri e francesi. L'Operazione Dynamo voluta

da Churchill è stata un successo che ha

cementato gli animi.


MUIESAN

Le foto della spiaggia mostravano

un infinità di materiale bellico abbandonato.

O non è vero neanche quello?


STEVENS

No Comandante, abbiamo dovuto scegliere

se salvare gli uomini o gli equipaggiamenti.

Beh, credo che la risposta non sia che una sola.


MUIESAN

Come mai parla così bene l’italiano,

e anche altri militari se la cavano?


STEVENS

Siamo stati selezionati per questa

missione, proveniamo da diversi reparti,

ma alcuni di noi hanno la caratteristica

di avere un po’ d'italiano nelle proprie

esperienze o famiglie. Tutto per creare

un clima il più possibile collaborativo

e disteso.


MUIESAN

Ecco perché tutto quel ritardo per passare

il canale di Suez. Vi serviva del tempo

per aggregare una banda. Avete

pensato proprio a tutto,

prima ci minacciate con le armi, poi magari

canterete in coro qualche

canzoncina italiana.

Come mai tutto questo disturbo?


STEVENS

Comandante si rende conto del carico che

trasportate? C’è una polveriera nella stiva,

un enorme Santa Barbara e, a parte il

carico, questa è una nave di 155 metri.




MUIESAN

Io non sono un esperto di armi e bombe,

ma suppongo che considerato il calibro

non siano utilizzabili come vostre

munizioni.


STEVENS

Giusto, ma la polvere da sparo e i metalli,

non hanno calibro, e qui ce n’è una

gran quantità.


STEVENS con un sospiro continua.


STEVENS

Per non parlare, scusi se mi ripeto,

ma quella è una mia debolezza, di

quelle splendide automobili Fiat 1100

passo lungo.


MUIESAN vede lo sguardo sognante del tenente.


MUIESAN

Le devo dire la verità, le ho

mentito, anch'io so apprezzare

quelle splendide opere d'arte

italiane. Adoro le aperture

degli sportelli.


STEVENS sembra incredulo e prende la palla al balzo.


STEVENS

Sì, anche se magari un po'

pericolose, ma bellissime.

E quelle cromature, così originali.


MUIESAN

Direi geniali. Eh sì la Fiat 1100 Musone.


STEVENS

Musone... in che senso?


MUIESAN

Da noi il viso, viene anche

chiamato muso, e un grande muso

diventa musone. É un modello che

si ispira alla macchina presidenziale

che viene utilizzata da Mussolini

in persona.

STEVENS

Accidenti e non la interessavano. Mentre

ora è lei a fare lezione a me.

Vede, nella vita c'è sempre qualcosa

da imparare.


Poi ci pensa su e mimando il gesto sul proprio viso sorridendo.


STEVENS

Musone... e già grande viso... face...

big face...musone...




SCENA 43

INT SALA MENSA GIORNO


Nella sala ci sono una decina di soldati inglesi che chiacchierano rumorosamente fra di loro. Le armi sono appoggiate lungo una parete. Entra MARIO con il pentolone in mano. Al suo arrivo qualcuno pronuncia parole di gioia in stentato italiano.


MARINE

Yeaah spagetti e tomadoro,

wine vino vino!


L'attenzione generale ricade su MARIO, appena lo vedono bene, nella sala cala il silenzio. MARIO imperterrito con un aria compiaciuta si avvicina a un tavolo, si gira verso i soldati mostrando loro con sfida il giornale che ha nella tasca del grembiule e si nota il titolo della disfatta di Dunkerque. Quindi poggia con poco garbo la pentola sul tavolo. L'impatto brusco fa fuoriuscire un po' di liquido dalla pentola che va a sporcare la divisa di un soldato seduto al tavolo. Il soldato schizza in piedi e mentre con il tovagliolo cerca di pulirsi, con ira dice qualcosa in inglese a MARIO che pur non avendo capito nulla comincia a sua volta a inveire ad alta voce. I due si avvicinano faccia a faccia urlandosi contro, mentre gli altri soldati si avvicinano a MARIO che comunque non si fa intimidire. Lo schiamazzo richiama l'attenzione di chi è nelle vicinanze. Così MACISTE, FAUSTO e altri marinai entrano in sala mensa cercando di capire cosa stesse succedendo. CARMELO attirato dal clamore, vede PAOLETTO praticamente terrorizzato, lo avvicina e gli parla all'orecchio allontanandolo dalla scena. DANILO assiste alla situazione e si allontana. All'interno sono entrati tanti marinai da superare in numero i soldati inglesi presenti in mensa. Le urla non fanno che aumentare, le mani sono troppo protese verso gli avversari. Arriva anche BAKER, che oltre a urlare ordini inascoltati non sa che fare. I marine si sentono sopraffatti e si avvicinano ai fucili appoggiati dietro di loro. I marinai si fanno largo facendo cadere tavolini, sedie e vettovaglie.




SCENA 44

EST PONTE POMERIGGIO


MUIESAN e STEVENS passeggiano sorseggiando il vino.


MUIESAN

A proposito di Re, come l'avete

vissuta l'abdicazione, in pochi mesi

siete passati da Edoardo VIII a

Giorgio VI. Storia d'amore o

tradimento?


STEVENS

Fu un momento di grave incertezza.

Vede Comandante, noi inglesi abbiamo

sempre confidato nella presenza di un

Re o di una Regina che mantenesse saldi

i nostri valori, un punto di riferimento

fisso, stabile, incorruttibile, come

una famiglia.


STEVENS accenna un sorriso e continua.


STEVENS

E poi sì, secondo me e tanti miei

connazionali, è stata una storia d'amore.


MUIESAN

Un evento straordinario.


STEVENS

Ma guardi Comandante, la cosa

straordinaria cui assistemmo, fu

che potemmo vedere la cerimonia

dell'incoronazione attraverso

il television, come in un film,

mentre l'evento accadeva nello

stesso momento. Fu un momento

decisamente emozionante.

Da lasciare letteralmente a

bocca aperta. Mai un pubblico

così numeroso aveva seguito

in diretta l'incoronazione.


MUIESAN

Sì la televisione. Ho letto

qualcosa, di alcuni esperimenti

in Italia. Se non ricordo male

alla Fiera di Milano fecero

delle prove di trasmissioni.

Sembra che alcuni gerarchi e

industriali abbiano la possibilità

di vederla direttamente nella loro

casa. Ma forse sono solo voci

di popolo. Io continuo a sentire

la radio. La vecchia EIAR non

delude mai.







SCENA 45

EST PONTE POMERIGGIO


MUIESAN e STEVENS stanno parlando e arriva di corsa DANILO, che richiama l'attenzione di MUIESAN.


DANILO

Comandante, Comandante mi scusi ma ci

sono dei problemi in mensa.


MUIESAN

Che genere di problemi?


DANILO

Comandante è meglio che lo vediate

di persona.


MUIESAN (preoccupato)

MARIO?


DANILO annuisce, poi rivolto ai due.


DANILO

Penso che dobbiate intervenire entrambi.


L'aria preoccupata di DANILO mette all'erta MUIESAN che guarda STEVENS.


MUIESAN

Andiamo.


Tutti si avviano.




SCENA 46

INT MENSA GIORNO


All'arrivo, MUIESAN e STEVENS vedono marinai e soldati faccia a faccia urlarsi contro veemente nelle loro rispettive lingue. Alcuni soldati imbracciano i fucili. STEVENS e MUIESAN cercano immediatamente di calmare gli animi, il sergente sembra non avere il controllo della situazione e c'è il reale pericolo che un soldato possa usare la sua arma. Gli animi sono talmente accesi che neanche MUIESAN e STEVENS riescono a placarli. Anche STEVENS e MUIESAN si ritrovano faccia a faccia.


STEVENS (furente)

Comandante possibile che non riesce

a tenere in riga i suoi marinai?!


Per un momento sembra attenuarsi il vocio convulso e l'attenzione si calamita sui due. MUIESAN che ancora si sta guardando intorno gli urla contro ancora più forte.



MUIESAN (voce stentorea)

È lei piuttosto che non può

fare a meno di minacciarci

con le armi, a casa nostra!


Nell'udire queste parole tutto l'equipaggio ritorna a inveire verso i soldati che a loro volta rispondono urlando. La situazione sembra degenerare. Improvvisamente da una parte della stanza una voce perentoria e potente comincia a cantare il ritornello di “ 'O sole mio”.

CANTANTE

Ma n'atu sole

cchiù bello, oi né.

'O sole mio

sta 'nfronte a te!


Quasi all'istante la concentrazione di tutti viene rivolta verso quell'improbabile manifestazione canora. Sono tutti colti alla sprovvista e rimangono interdetti, quando dalle fila degli inglesi, in un italiano stentato, un'altra voce anch'essa importante si unisce alla prima e piano piano tutto il livore sembra scemare e al coro si aggiungono altre voci. PINO prende una bottiglia di vino, coinvolge un paio di marinai e si mettono a riempire e distribuire bicchieri pieni. Sono gli italiani che hanno il vino e continuano a guardare i marine con aria di sfida. PINO prende un bicchiere lo alza e brinda al suo Comandante seguito dagli altri marinai.


MARINAI (in coro)

Per il Comandante... ip...ip...

Hurrà. Ip... ip... Hurrà.

Ip... ip... Hurrà.


PINO prende un bicchiere e lo porge al sergente BAKER che indeciso se prenderlo o no guarda, dubbioso, il tenente STEVENS che lo squadra severo ma poi annuisce. STEVENS prende la palla al balzo e chiede di fare un brindisi in onore al loro Re. Gli inglesi studiano interdetti gli italiani, che si guardano tra loro e alcuni decidono di prendere le bottiglie e darle ai marine, che con quel gesto sembrano rilassarsi. Riempiti i bicchieri i marine in modo solenne brindano al loro Re e cantano l'inno britannico.


Coro inglese

God save the King.


MARIO è sempre irato e fa per andarsene con aria schifata, quando alcuni italiani a loro volta cominciano a cantare l'Inno Imperiale.


MARINAI (in coro)

Viva il Re! Viva il Re nella luce di Roma...


MARIO rientra in mensa e si unisce al coro italiano con il braccio teso, imitato da qualche marinaio. MARIO cambia inno e si mette a cantare “Faccetta nera”, seguito da i marinai con il braccio alzato, ma questo non fa che creare confusione e alla fine i cori si sovrappongono e si confondono, e questo genera in alcuni ilarità. MARIO, con disgusto lascia la mensa. Pare che in sala la situazione si sia calmata e MUIESAN e STEVENS sembrano tranquillizzati. STEVENS che ha ripreso il suo solito atteggiamento cordiale, si rivolge a MUIESAN questa volta senza urlare.


STEVENS

Il mio Re oggi sarà felice, un

brindisi dopo l'altro.

Che ne dice Comandante, sembra che

tutto stia rientrando. Se ancora

le va, potremmo finire il nostro

vino sul ponte.


MUIESAN

Certo con piacere. Ma mi spieghi

come riesce a mutare lo stato d'animo

così velocemente. Io ho sempre

bisogno di riflettere e analizzare,

e questo mi porta a smaltire le

sensazioni con più tempo.


STEVENS (divertito)

Yoga Comandante, concentrazione e tanta,

tanta pazienza.


Si interrompe per indicare al Comandante l'uscita.


STEVENS

Ma andiamo ne parleremo con meno confusione.

I due escono dalla mensa.




SCENA 47

EST PONTE GIORNO


Da lì MUIESAN E STEVENS sentono ancora cantare in mensa.


STEVENS

Sembra che tutto è rientrato...

potere della musica.


MUIESAN

Più il potere del vino che allenta

la tensione. Immagini se in battaglia

fossero mandati soldati ubriachi...

dopo un po' sarebbero tutti amici a braccetto

cantando a squarciagola.


STEVENS (serio)

Però sarebbe un'idea...


Entrambi sorridono e fanno un brindisi alla guerra sbronza.


MUIESAN (tornato serio)

La guerra ha già travolto voi e tra poco

anche noi, lo sapevo, o almeno me lo

aspettavo. Quando mai una generazione

occidentale ha vissuto tutta la sua vita

senza guerre? Nessuna, i nostri padri

non più di ventidue anni fa, erano in

trincea, quindi anche noi... eccoci qui

partecipi volontari o no di scelte

che sono al di sopra della nostra

sfera di influenza. Non so se ha notato

come il filo che lega tutta la storia

dell’evoluzione umana sia sempre stato

la guerra. Quindi mettiamoci l’anima in pace,

oggi io e lei siamo qui a fare due chiacchiere,

forse già domani cannoneggerete le nostre

coste con le nostre famiglie e le nostre storie.


STEVENS

Ancora non le è andato giù come vi abbiamo

abbordato, ma le ripeto se fosse stato

per me avrei aspettato fino a

un’eventuale dichiarazione di guerra.

I miei superiori erano di diverso avviso

e gli ordini sono ordini. Non è più

come nella vita civile, la guerra limita

il libero arbitrio, si eseguono gli

ordini nella speranza che non ledano la

morale e l'etica che ci distingue dagli animali.


MUIESAN

Da civile di cosa si occupava? È

un militare di carriera con antenati

e avi grandi condottieri al servizio di

Sua Maestà?


STEVENS pare divertito dalla domanda.


STEVENS

No, fortunatamente i miei genitori

sono solo degli insegnanti, molto

apprezzati nella nostra comunità,

e io ho sempre avuto un richiamo

particolare per la storia.

Non un periodo storico, ma la storia

nella sua totalità. E fino a sei mesi fa

ho girato l'Europa studiando la storia

direttamente nei luoghi che più la raccontano.

E l'Italia è il magnifico museo all'aria

aperta che ogni storico sogna di respirare.



MUIESAN

È venuto spesso in Italia?


STEVENS

Ogni volta che ho potuto. Le vacanze

estive sono state per me motivo di

approfondimento dello studio. Mentre

i miei compagni si andavano a divertire

nei soliti luoghi di vacanza,

io andavo un mese o due, in Italia e

ripassavo dal vivo le centinaia di ore

di lezione.


MUIESAN

Un ripasso ben costoso, a me sarebbe

volato lo stipendio di un anno.


STEVENS

Sono consapevole che grazie ai miei

genitori ho potuto frequentare il

college e fare la vita che voglio,

e sinceramente mi sento un privilegiato.

Ma non ho mai né prevaricato, né ottenuto

vantaggi se non con i miei sforzi. E ora

sono qui, in un posto del mondo

immensamente ricco di storia, a riflettere

se la storia che sto vivendo al momento,

non sia così terribile da non avere poi

il coraggio o il pudore di raccontarla.


MUIESAN

Ma, come tutte le fasi storiche, quelle

dove la guerra è la protagonista del

cambiamento, alla fine chi la vincerà

la racconterà come meglio gli aggrada, e

poi, dopo che nessuno degli interpreti sarà

ancora in vita, piano piano le verità, perché

non ce né mai una sola, verranno svelate.


STEVENS

Ma mi parli di lei. Certamente se

vuole.


MUIESAN

Che le devo dire, io ho seguito

sia l'istinto sia gli insegnamenti

di mio padre marinaio e di suo padre

marinaio prima di lui. Il mare non può

che essere parte della mia vita, è l'essenza

della mia vita. Da bambino ero affascinato dalle

storie che mio nonno e mio padre raccontavano

delle loro avventure per il mare. Io

viaggiavo con la fantasia e leggevo

romanzi e poesie con bramosia. I malavoglia,

o D'Annunzio che parlava dell'onda come

di un essere vivo, mutevole, forte e debole

nello stesso tempo. Come adesso, guardi.


MUIESAN indica un onda che si sta formando, e STEVENS si gira nella direzione indicata, mentre MUIESAN declama.


MUIESAN

Palpita, sale, si gonfia, s'incurva,

s'alluma, propende. Il dorso ampio

splende come cristallo; la cima leggiera

s'arruffa come criniera nivea di cavallo.

Il vento la scavezza...


MUIESAN fa una pausa non voluta.


MUIESAN

E poi continua...

ma la memoria non mi sostiene.


STEVENS è realmente impressionato dalla bellezza dei versi.


STEVENS

Complimenti, quelle parole, anche se alcune

mi sono ignote, hanno raccontato quanto

stavo vedendo, quasi una magia.

MUIESAN

E sì, quella del mare.


STEVENS cambia discorso.


STEVENS

Comandante, se dovesse, e tutti speriamo

di no, il vostro paese entrare in guerra,

cosa farà? Prenderà le armi? Si arruolerà

nelle vostre forze armate. Ci combatterà?


MUIESAN ci riflette, si guarda intorno, vede soldati armati che sorvegliano i suoi marinai e scuote la testa.


MUIESAN

Mi sorprende notare che, pur essendo

uno studioso di storia, non vede dove la

storia di questo nostro personalissimo

banale presente ci sta portando.


STEVENS

Non capisco.


MUIESAN

È semplice tenente STEVENS, se l'Italia

entrerà in guerra, io e i miei marinai

forse passeremo alla storia come i primi

prigionieri italiani di questa nuova guerra,

o forse cadremo nell'oblio e nessuno saprà

di noi.


STEVENS ci riflette e si rende conto dell'amara verità.


MUIESAN

Quindi sapere cosa farei o non farei,

non ha nessuna importanza, così per tutti

gli italiani presenti su questa nave.




SCENA 48

INT DORMITORIO GIORNO


PAOLETTO seduto sulla branda, sta scrivendo alla fidanzata.(lettura della lettera mentre si vedono le attività svolte dai marinai, che denotano una mancanza di operosità, uno scontento).


PAOLETTO

Amore mio, oggi è stato il peggior

giorno dalla partenza. Gli animi

sono molto tesi, io cerco di rendermi

invisibile il più possibile, ma per

poco non sono stato coinvolto in

una rissa. Non puoi capire, urla,

spintoni, tavoli rotti e poi non

so altro perché dalla mia cuccetta

non vedevo, ma sentivo tutto. Il

Comandante che urlava, gli inglesi

che sbraitavano, poi all'improvviso

un canto, poi un coro, poi i brindisi

e tutto si placa. Sembra assurdo, sembra

di vivere in un sogno angoscioso. Sono tutti

cambiati, non c'è più il clima familiare

che si respirava prima. Ognuno sembra

pensare solo a se stesso. C'è aria di

tempesta, e guardando in viso il

Comandante non c'è che aspettare che arrivi.

Mai come in questo momento vorrei essere

lì accanto a te. Ho paura, e mi sento

troppo solo e questo mi spaventa ancora di più.

Ora basta con le mie lamentele, devo

pensare positivo come mi hai insegnato

tu, ma è difficile farlo quando sei

circondato dall'incertezza del domani.

Ti amo.




Scena 49

EST NAVE ALL'ANCORA POMERIGGIO


MUIESAN sta camminando per la nave e nota che c'è una svogliatezza dei marinai, la nave non è così curata come prima dell'abbordaggio. I ponti sono sporchi di carbone, il disordine è palese. Non dice nulla, risponde meccanicamente ai saluti dei marinai.



SCENA 50

INT ALLOGGI NAVE ALL'ANCORATA POMERIGGIO


MUIESAN sta percorrendo i corridoi della nave diretto agli alloggi dei marinai, vi entra e nota che i marinai sono tranquilli, legge però nei volti la paura generata dall'incertezza del domani.


MARINAIO A

Comandante che dice che ci succederà?


MUIESAN rimane un attimo pensieroso poi risponde come se parlasse a tutti.


MUIESAN

Vuoi la verità? Beh, non lo

so. Anche per me è una situazione

nuova. L'unica cosa che so, è

che dovremo valutare le circostanze

in base agli eventi, e che

siamo semplici pedine di accadimenti

molto più grandi di noi, e che

inoltre non siamo degli eroi, ma

uomini che vogliono tornare a casa.


Si guarda intorno incrociando gli sguardi dei marinai, stranamente silenziosi, poi vede PAOLETTO, quasi rannicchiato sulla branda. Gli si avvicina e si siede accanto a lui. Sorridendo gli parla mentre gli scompiglia i capelli, come a un bambino.


MUIESAN

Allora come primo viaggio importante

te ne sei scelto uno bello avventuroso.

Ne avrai di cose da raccontare

al tuo ritorno. Però questo non

significa...


MUIESAN si alza in piedi e alzando la voce si rivolge a tutti.


MUIESAN

... che la nave si prenda cura da

sola... dobbiamo continuare il nostro

lavoro come sempre, siamo marinai

e questo nessuno ce lo può togliere.

Quindi non voglio vedere questo disordine.


E con i gesti fa notare come in effetti non c'è l'ordine che era abituato a vedere. MUIESAN continua.


MUIESAN

Finché non lo dico io, il nostro

compito è mantenere attiva ed efficiente

questa nave, non voglio vedere

inefficienza e negatività. Appena

usciremo da questa situazione, voglio

essere pronto a salpare immediatamente.


Poi rivolto a PAOLETTO.

MUIESAN

L'ho visto solo io che i ponti sono

ancora sporchi di carbone?


PAOLETTO intimidito fa un cenno di diniego con la testa.


MUIESAN

Forza allora, turno o no turno ordino che

tutti i ponti vengano lavati. Cerca i tuoi

colleghi e mettetevi subito al lavoro.


Poi a tutti a voce alta.

MUIESAN

Non voglio vedere nessuno con le

mani in mano, diamoci da fare.

Tutti e adesso.


All'improvviso sembra tornare un po' di serenità e i marinai si muovono, si incitano e fanno qualcosa per rimettere in ordine la camerata. PAOLETTO si alza velocemente, rassetta il letto, chiude la lettera che stava scrivendo, poi l'unisce alle altre lettere che tiene sotto il cuscino e si avvia a compiere le sue funzioni. MUIESAN si guarda intorno con soddisfazione mista a preoccupazione

e lentamente esce dallo stanzone salutato dai marinai che incontra.




SCENA 51

INT PLANCIA DI COMANDO POMERIGGIO


Alla parete si nota l'orologio che segna le diciotto e il calendario la data del 9 giugno 1940. MUIESAN entra e trova ZARLI, e lo informa che sta andando alla sua cabina.



SCENA 52

INT CABINA COMANDANTE SERA


MUIESAN si prepara a distendersi per riposare un po', accende, a basso volume, la piccola radio che ha in cabina. L'orologio segna le ore 18:15. MUIESAN disteso sulla branda quasi si assopisce, poi un messaggio dalla radio lo fa sobbalzare e sedendosi sulla branda, prende la radiolina e l'avvicina all'orecchio. Dalla radio esce il seguente messaggio.



SPEAKER RADIOFONICO

    Attenzione, attenzione, trasmissione

    straordinaria per le truppe dell'Impero

    e gli operai dell'A.O.I.(Africa Orientale Italiana).

    La guerra sarà dichiarata alle ore 19:00.

    Le ostilità inizieranno alle ore 24.00.

MUIESAN raccoglie tutte le carte e i documenti sensibili presenti nella sua cabina, poi ne apre la porta e, affacciandosi sul corridoio dove sono di sentinella due militari inglesi, chiama DANILO.


MUIESAN

DANILO, per favore, mi potresti

portare dell'acqua?


DANILO si trova nel corridoio e risponde prontamente.


DANILO

Comandante la vado subito a prendere.


Chiusa la porta, raccoglie tutto in una scatola. Bussano alla porta, MUIESAN apre ed entra DANILO. MUIESAN gli mette in mano le carte che ha raccolto.


MUIESAN (a voce bassa)

DANILO prendi tutti i documenti,

i codici segreti militari, i

manuali e tutte le informazioni che si

trovano in plancia e bruciali insieme

a questi nelle caldaie.

Avverti ZARLI e il Capo COSTA

di venire nella mia cabina. Mi raccomando

con naturalità senza farti notare.

Sono stato chiaro? Non

dobbiamo insospettire gli inglesi.


DANILO è perplesso.


DANILO

Sissignore è tutto quasi chiaro.

Ma perché? Che sta succedendo?


MUIESAN sta riflettendo, cercando di dare un ordine alle mille idee che gli affollano la mente.


MUIESAN

Allora... fai issare sul picco

della maestra la bandiera nazionale n.4.


DANILO

La più grande Comandante?


MUIESAN

Sì, la più grande.


DANILO (preoccupato)

Signore, siamo già in guerra?


MUIESAN (grave)

Tra poche ore. Bene ora vai!

DANILO esce e MUIESAN cerca altre cose tra le carte della nave.




SCENA 53

INT PLANCIA COMANDO POMERIGGIO


ZARLI sta noiosamente aspettando che il tempo passi. Entra DANILO che senza farsi notare dal marine di guardia, annoiato anche lui, si avvicina a ZARLI e gli parla il più possibile vicino all'orecchio. ZARLI annuisce e si avvicina all'interfono. ZARLI parla con tranquillità.


ZARLI

Il capo COSTA a rapporto dal Comandante

nella sua cabina. Ripeto il capo COSTA

a rapporto dal Comandante nella sua cabina.


DANILO esce e si dirige alle caldaie.




SCENA 54

INT SALA CALDAIE POMERIGGIO


COSTA sta per uscire mentre DANILO entra di corsa.


COSTA

Quanta fretta.


Poi vede le carte che ha in mano mentre si avvicina alle caldaie con il chiaro intento di bruciarle.


COSTA (allarmato)

Ehi, ma che fai?


DANILO

Eseguo gli ordini del Comandante.


COSTA da un'occhiata a dei documenti.


COSTA

Ma questi sono i codici...


Prende per il viso DANILO e seriamente gli chiede.


COSTA

Che sta succedendo?


DANILO

Non sono sicuro, ma è grave.

Capo deve andare subito la lui.


COSTA fa per uscire, e DANILO gli dice.


DANILO

Capo, senza dare nell'occhio. Si è

raccomandato il Comandante.


COSTA annuisce ed esce mentre DANILO si sbriga nel bruciare i documenti.




SCENA 55

INT CABINA COMANDANTE SERA


Bussano alla cabina di MUIESAN, che dall'interno apre e fa entrare COSTA.

COSTA

Comandante che sta succedendo?


MUIESAN

Aspettate ancora un momento.


L'aria è tesa. Bussano alla porta e la voce di DANILO chiede il permesso per entrare. MUIESAN apre ed entra DANILO.


MUIESAN (a DANILO)

Hai fatto tutto come stabilito?


DANILO annuisce.


MUIESAN distende il progetto tecnico della nave sulla scrivania. COSTA sembra già aver capito.


COSTA (allarmato)

Comandante non penserà di...


MUIESAN lo zittisce con un gesto e comincia a parlare lentamente e con tono basso.


MUIESAN

A mezzanotte l'Italia dichiarerà la guerra

all'Inghilterra e alla Francia.


ZARLI

Ha sentito la radio?


MUIESAN

Sì dieci minuti fa. E non credo

che i nostri occupanti ne siano già

informati.


ZARLI

Cosa pensa di fare Comandante?


MUIESAN

Ormai è chiaro che non ci lasceranno

andare, e che requisiranno la nave.


Guarda i due negli occhi, cercando di capire le reazioni a quelle parole. Continua.

MUIESAN

Vi renderete conto anche voi

che non possiamo permettere che

questo avvenga.


COSTA(perplesso)

Quindi Comandante facciamo quello che

ho intuito ma non vorrei che fosse vero?


MUIESAN con voce grave dice.


MUIESAN

Sì dobbiamo auto affondarci.


DANILO e ZARLI si guardano increduli.


ZARLI

Ma Comandante come possiamo farlo senza

che se ne accorgano, quelli ci sparano.


MUIESAN (deciso)

Capisco che è rischioso, ma non

possiamo fare altro.


Poi indica il progetto della nave e rivolgendosi a COSTA.


MUIESAN

COSTA, lei ne sa più di noi su questa nave,

vediamo come fare per affondare il più

velocemente possibile. Secondo

lei quali sono le valvole che dobbiamo aprire?


Interviene ZARLI.


ZARLI

Comandante, ci sentiranno.


MUIESAN riflette un attimo.



MUIESAN

ZARLI dobbiamo sfruttare i loro punti deboli.

Loro sono molto zelanti nel mantenere attivi

i soldati, noi allora per non essere da meno

faremo un'esercitazione di salvataggio.

Ci sarà movimento in tutta la nave,non

potranno controllarci tutti. E poi

non se lo aspettano.

Vedrai che non si opporranno.


MUIESAN si rivolge a DANILO che è stato molto attento.



MUIESAN

Cerca il tenente STEVENS e avvertilo che

ci sarà un'esercitazione di salvataggio.

Avverti il nostromo BONACORSO e il caporale

di macchina CORSI di farsi trovare in

sala macchine in attesa di ordini. Prendi

due marinai fidati e coinvolgili nel

distrarre i marine nei corridoi e vicino

la stiva.


DANILO

Come li distraiamo?


MUIESAN continua con un ghigno.


MUIESAN

Abbiamo una sola arma e la sfrutteremo.

Ordina alla mensa di distribuire

tutto il vino che i soldati reclamano.

Gli piace brindare? Ebbene

si facciano brindisi a volontà.

Si distrarranno da soli. A costo

di svuotare tutte le bottiglie che

ci sono nella stiva.


MUIESAN ripassa a memoria quanto detto poi continua.


MUIESAN

Bene, hai compreso tutto?


DANILO che man mano ha preso un espressione sempre più concentrata e consapevole di quanto sta per accadere, risponde deciso.


DANILO

Certo Comandante, è tutto molto

chiaro.


DANILO lascia la cabina. MUIESAN si concentra su ZARLI e COSTA che intanto sta analizzando il progetto della nave cominciando a identificare i punti sulla carta e parlandone con i due.




SCENA 56

INT CORRIDOI NAVE SERA


DANILO si fa incontro a STEVENS.


DANILO

Tenente le comunico che

il Comandante vorrebbe ordinare un

esercitazione di salvataggio, per

mantenere attivo l'equipaggio.


STEVENS, è piacevolmente sorpreso dalla solerzia del Comandante.


STEVENS

Bene, molto bene. Ecco perché il

capo macchina è stato chiamato a rapporto.

Bisogna sempre tenere la testa e il corpo

impegnati. Bene, bene. Possiamo contribuire?


DANILO preso alla sprovvista risponde impacciato.


DANILO

No, assolutamente, dobbiamo farla

senza interferenze, se fosse possibile.

Quindi se non ha nulla in contrario,

faremmo l'annuncio all'equipaggio.


STEVENS

Perfetto. Avviserò i miei uomini

di non intromettersi.


DANILO

Grazie Tenente. Ora vado.


Mentre DANILO si allontana STEVENS da degli ordini al sergente che con la solita mimica esagerata risponde a STEVENS.


BAKER

Sir, excuse me sir, don't you think it's risky?

(Mi scusi signore, non pensa sia rischioso?)


STEVENS

What could go wrong, whit his

sailor still on board.

(Cosa potrebbe andare storto,

con i suoi uomini ancora a bordo)




SCENA 57

INT CABINA MUIESAN SERA


COSTA sta indicando i punti cruciali della nave cui provocare l'affondamento. DANILO bussa alla porta, MUIESAN l'apre e DANILO gli comunica che il tenente è d'accordo.


MUIESAN (a DANILO)

Bene, molto bene. Sai cosa fare.


Chiude la porta e si avvicina a COSTA che sta analizzando la piantina della nave.


MUIESAN

Capo ha identificato i punti chiave?


COSTA

Bisogna aprire le due lupe connesse

nella presa di mare principale e la

valvola di presa ausiliare, la comunicazione

a mare della pompa d’igiene, e aprire la

porta stagna del locale caldaia e stiva n.3,

nonché i portelloni di murata destra. Anzi

i portelloni di tutte due le parti, così

l’acqua entrerà con più forza.

MUIESAN

ZARLI mi raccomando con la massima

discrezione. Appena si accorgeranno

della nostra operazione, io verrò

immediatamente arrestato, quindi, è

tutto nelle sue mani. Vada in plancia e

si attenga al piano del Capo COSTA.

Solo quando la nave sbanderà dia

il segnale di abbandonare la nave.

Annuncerò l'esercitazione dalla mia

cabina.


ZARLI stringe la mano a entrambi ed esce. MUIESAN e COSTA continuano ad analizzare la pianta della nave.




SCENA 58

INT NAVE SERA


DANILO insieme a un paio di marinai, con fare allegro e amichevole distribuisce bottiglie di vino passando dalla mensa alle postazioni di sorveglianza che i marine hanno collocato nei corridoi e all'esterno della nave, proponendo improbabili brindisi. Gli inglesi non si fanno domande e non si limitano nel bere. Nessuno sembra immaginare quello che sta per iniziare.




SCENA 59

INT NAVE SERA


Dagli altoparlanti arriva un annuncio del Comandante.


MUIESAN

A tutto l'equipaggio, è il Comandante

che vi parla. Preparatevi per una

esercitazione di salvataggio. Ognuno

di voi sa cosa deve fare. I nostri

ospiti sono stati avvertiti e non

interferiranno. Sono certo che tutto

andrà svolto con la massima efficienza.

Come sempre vi ringrazio per il buon lavoro,

l'amore e il rispetto che dimostrate

per questa nave.

Il vostro Comandante Lorenzo MUIESAN.


SCENA 60

INT NAVE SERA


Si svolgono i preparativi per l'esercitazione, i marinai un po' perplessi dal messaggio particolare del Comandante, si infilano i giubbotti e si apprestano ad andare alle postazioni di riferimento. PAOLETTO sembra un po' spaurito e sta chiudendo l'ultima lettera. Gli si avvicina CARMELO.


CARMELO

Beh, che c'è, non hai mai fatto

un'esercitazione di salvataggio?


PAOLETTO

Sì, ma non in mare aperto.


CARMELO

E cosa cambia? Dai seguimi.

Vedrai sarà divertente. Almeno

si fa qualcosa, mi stavo

proprio annoiando.


PAOLETTO da uno sguardo alla busta che contiene le lettere per la fidanzata, ormai diventate una dozzina, e la inserisce sotto il cuscino. Esce insieme a CARMELO.




SCENA 61

INT NAVE SERA


ZARLI, il nostromo BONACORSO e il caporale di macchina CORSI, cominciano le procedure di auto affondamento come indicato da COSTA. Lentamente l'acqua comincia a penetrare all'interno della stiva. I soldati inglesi di guardia alle stive si accorgono che dell’acqua si stava infiltrando. Lanciano l'allarme e il sergente BAKER si precipita alla cabina di STEVENS.




SCENA 62

INT CABINA STEVENS SERA


Bussano alla porta e BAKER dall'esterno comunica al tenente che c'è un problema. STEVENS apre la porta e BAKER agitato come non mai, lo investe con un turbinio di parole che STEVENS riesce a malapena a comprendere.


STEVENS

Self-sinking? What are you talking about?

(Autoaffondamento? Di cosa stai parlando?)


BAKER

Yes sir, it's my fault.

I didn't realize they were

up to something.

(Sì, signore, è colpa mia. Non avevo

realizzato che stessero facendo qualcosa.)


STEVENS

Please let me understand,

are we taking on water?

(Per favore fammi capire,

stiamo imbarcando acqua?)


BAKER

Yes sir, in the hold.

(Sì, signore, nella stiva.)



STEVENS è su tutte le furie. Prende la giacca della divisa e il cappello.


STEVENS

Follow me.

(Seguimi.)


Ed esce seguito da BAKER.




SCENA 63

EST CORRIDOIO PORTA CABINA MUIESAN SERA


STEVENS arriva di corsa alla porta della cabina di MUIESAN e bussa con vigore. Un secondo dopo ribussa con più vigore e chiama forte il Comandante. Si apre la porta e appare MUIESAN che con aria tranquilla si sta mettendo la giacca e si vede anche COSTA all'interno della cabina.


MUIESAN

Buona sera Tenente, che succede?


STEVENS

È lei che mi deve dire cosa sta succedendo!

Le stive si stanno riempendo di acqua,

è forse in atto un'azione di sabotaggio?


MUIESAN (deciso)

Potremmo parlare di sabotaggio, se

questa nave fosse di vostra

proprietà, ma vede Tenente, per

quanto voi vi possiate sentire padroni

di ciò che arbitrariamente avete sottratto,

questa nave è mia, è del mio equipaggio, ed

è italiana.


STEVENS

Non mi può dire che lo sta facendo,

ancora, per la nostra ormai archiviata

e poco ortodossa conoscenza, ma mi pare

che stia andando ben oltre, mettendo a

rischio l'incolumità del suo equipaggio.


MUIESAN

Mi dispiace Mr. STEVENS, ma ho sentito

alla radio che è scoppiata la guerra.


STEVENS è preso alla sprovvista.


STEVENS

Come può saperlo, ne sarei a

conoscenza.


MUIESAN

Ho sentito il messaggio alla

radio italiana, alla mezzanotte,

le nostre due nazioni saranno

in guerra. Ora Mr. STEVENS

la nave sta affondando e l’unica cosa

da fare anche per lei, è di raccogliere

la sua gente e partire.


STEVENS ha un moto di stizza, ma sembra rendersi conto di essere stato beffato. Guarda fisso negli occhi MUIESAN, poi si gira e comincia a impartire ordini. Appena finito di darli si avvia all'esterno. MUIESAN e COSTA vengono accompagnati all'esterno da una scorta armata.



SCENA 64

EST NAVE SERA


STEVENS arrivato sul ponte da l'ordine di segnalare all’incrociatore, ancorato a circa 50 metri dalla poppa della SS Umbria, l'azione di autoaffondamento. Dal HMS Leander inviano un motoscafo pieno di marine.



SCENA 65

INT NAVE SERA


Alle ore 19:00 del 9 giugno 1940, la SS Umbria ebbe un forte fremito e cominciò a inclinarsi. Arriva il messaggio di ZARLI di abbandonare la nave. Tutti si muovono in modo frenetico. Il Comandante MUIESAN e COSTA sono all'esterno, mentre ZARLI e i suoi compagni continuano con le operazioni pianificate da COSTA per l'auto affondamento. Vengono calate le scialuppe in mare e l'equipaggio, sorvegliato dai marine, comincia a prenderne i posti. STEVENS e il Comandante MUIESAN che, pronti a scendere, con la nave ormai sbandata, si facevano i complimenti.


MUIESAN

Prima lei Mr. STEVENS, vado per ultimo

anche se sono suo prigioniero.


STEVENS era emozionato.


STEVENS

No, Comandante, lei è

mio amico.


Il gruppetto sale su una scialuppa.



SCENA 66

INT NAVE


A un certo punto la nave smette dall'inclinarsi e allora il nostromo BONACORSO e il caporale di macchina CORSI, a poppa aprirono i portelloni di tutte due le parti, così l’acqua entrò con più vigore e la SS Umbria affondò più celermente.



SCENA 67

EST NAVE SERA


Le ultime scialuppe si stanno riempiendo velocemente. Sono rimasti in pochi sulla nave, Mentre tutti si avviano verso gli ultimi posti sulle lance, PAOLETTO esce di corsa sul ponte stringendo il suo pacchetto di lettere, mentre GIOVANNI cerca qualcosa che non trova e mentre passa accanto a ZARLI dice tra se.


GIOVANNI (speranzoso)

Sarà sicuramente su qualche scialuppa.


GIOVANNI si avvia sconsolato verso una scialuppa. La nave è fortemente inclinata a sinistra. ZARLI si guarda intorno sconfortato e sale per ultimo su una scialuppa. La SS Umbria, si adagiò sul basso fondale in due ore.



SCENA 68

EST MARE SERA


Inglesi e italiani sulle lance di salvataggio vogano ai remi allontanandosi velocemente perché le caldaie in pressione rischiano di esplodere.



SCENA 69

EST APPRODO SERA


Le lance arrivano a riva e cominciano a sbarcare gli occupanti. MUIESAN è sceso e sta parlando con il tenente inglese, quando sopraggiunge trafelato GIOVANNI che l'interrompe.


GIOVANNI (preoccupato)

Comandante, Comandante...

non la trovo... non la trovo...


MUIESAN

Che cosa?


GIOVANNI

Chi, Comandante... Eva non la trovo!

Sarà rimasta nelle nave! Si sarà

nascosta per paura ed è rimasta

bloccata.


STEVENS sta ascoltando ed è sbalordito.


STEVENS

Ma Comandante, non ero informato

che ci fosse una donna a bordo!


MUIESAN tra il divertito e il serio.


MUIESAN

No, tenente. Eva è la nostra gatta, e

GIOVANNI non riesce a trovarla.


STEVENS sembra prendere la cosa sul serio. STEVENS a GIOVANNI.


STEVENS

È certo che non sia sbarcata?

GIOVANNI

Sì, sono sicuro. L'ho cercata dappertutto.

Quando la chiamo lei arriva

sempre, se fosse qui mi sentirebbe.


STEVENS ordina ai suoi soldati, che venga approntata una scialuppa per tornare sull'ormai relitto della nave e verificare che non ci fosse traccia della gatta.



SCENA 70

EST SCIALUPPA SERA


MUIESAN sta parlando con STEVENS.


MUIESAN

Non pensavo che foste così sensibili,

in definitiva è solo una gatta, che non

avete neanche mai visto.


STEVENS

Caro Comandante, lei conosce poco

la nostra cultura, noi abbiamo grande

rispetto per gli animali. E l'amore

che GIOVANNI ha per la sua

gatta, merita un piccolo

sacrificio. E poi ci permette

di passare ancora qualche

momento insieme.




SCENA 71

EST RELITTO SERA


Arrivati sul posto, con sorpresa e giubilo di tutti trovano la gatta appollaiata su di un paranco per le scialuppe che, grazie al basso fondale, era rimasto in superficie.




SCENA 72

EST APPRODO DELLE SCIALUPPE NOTTE

ZARLI MUIESAN GIOVANNI


Il ritrovamento della gatta genera un po' di gioia nell'equipaggio a terra. ZARLI dice al Comandante.


ZARLI

Beh forse cambiare nome a una

nave, se non porta male di certo

non porta bene.


MUIESAN ci pensa un po', si guarda intorno e vede soldati armati che già li trattano da prigionieri, e come se solo allora si rendesse conto che tutto ormai era finito, era cambiato, guarda con tenerezza quel ragazzo così giovane e gli dice al limite della commozione.

MUIESAN

È stato un onore aver lavorato con voi,

chissà se un giorno potrà ripetersi.



ZARLI (con ottimismo)

Ma sì, vedrà Comandante, in fin dei

conti siamo dei civili e non si è

fatto male nessuno, ci manderanno a casa.


MUIESAN lo guarda per niente convinto, ma non vuole far preoccupare, più di quanto sia possibile, il ragazzo, gli mette affettuosamente un braccio intorno alle spalle..


MUIESAN

Sì, forse hai ragione, tra poco torneremo

tutti a casa.


Titoli di coda e breve racconto della vicenda successiva all'autoaffondamento e al dopoguerra. Dopo la cattura, furono inviati nei campi dei prigionieri di guerra del Kordofan ed Egitto. Il primo settembre 1940, assieme ai superstiti del “Colleoni” e della’ “Espero”, vennero trasferiti e rinchiusi nei campi dei prigionieri di guerra in India, fino al 26 aprile 1946. Alcuni ammalati dell'equipaggio rientrarono nel 1945; tra questi il comandante MUIESAN. Quando furono liberati e tornarono in Madrepatria, ai marinai della SS Umbria non venne riconosciuta (a differenza del Conte Verde che si auto affondò dopo l'8 settembre 1944 nel porto di Shangai sotto la protezione della marina giapponese)la qualifica di “combattente” e il risarcimento dei danni per l’azione di autoaffondamento. Testo e VFC su esposto ZARLI, ultimo superstite di questa storia magnifica dal punto di vista umano ma tragica e con risvolti ancora non del tutto chiari, foto d'epoca, video e foto del relitto e degli oggetti recuperati.









FINE

















Commenti

Post popolari in questo blog

Un team internazionale ha creato un materiale quantistico che consente di curvare su richiesta il tessuto dello spazio abitato dagli elettroni  

VIAGGIO TRA RUMORI LONTANI - OSTIA ANTICA I parte

di: Emiliano Frattaroli I PARTE                                                     L e  o r i g i n i.